INTOLLERANZE ALIMENTARI: IL PERCHE' EVOLUTIVO a cura del prof. Gabriele Buracchi Nutrizionista e Psicologo |
||||||||||||||
DIETOTERAPIA E CONSULENZE PSICOLOGICHE prof. Gabriele Buracchi : FIRENZE. Tel 339 1244602 REGGELLO (Firenze). presso CENTRO MEDICO via Mentana 14 tel 055 868308 oppure per informazioni 339 1244602 PRATO presso STUDI MEDICI V.le Montegrappa 24 tel 0574 575259 oppure per informazioni 339 1244602 QUARRATA (Pistoia) presso Studi Medici Galeno Srl via Ronchi 17 tel 0573 1940210 S.CROCE SULL'ARNO (Pisa) presso CENTRO SALUS tel 0571 34484 oppure per informazioni 339 1244602 PAGANICO (Grosseto) presso Ambulatorio Medico Corso Fagarè 48 tel 0564 905619 FOLLONICA (Grosseto) presso Istituto Fisiokinesiterapico Follonichese Via Bicocchi 1/E (ex-cartiera)tel 0566 263298 Per informazioni 339 1244602 oppure scrivere a info@psicos.org |
||||||||||||||
Anche parlando di alimentazione, dobbiamo tenere presente il meccanismo dell'evoluzione, un processo lentissimo alla base della vita sulla terra che ha lentamente modellato anche i nostri comportamenti alimentari. Ciascuna specie animale, infatti, sviluppa, nel corso di lunghi periodi, preferenze per cibi che le forniscono energia e tende a non reagire bene alle variazioni improvvise. L’uomo paleo-neolitico era un abile cacciatore, inseguiva branchi di animali e si fermava dove le risorse di caccia erano abbondanti, raccoglieva bacche, frutti e vegetali ricchi di fibra. La necessità di sopravvivere gli impose determinate abitudini alimentari che, protrattesi per centinaia di migliaia di anni, hanno modellato le sue caratteristiche genetiche. L’alimentazione era composta prevalentemente da carne magra, frutta e verdura. I reperti fossili mostrano che gli uomini e le donne avevano la stessa struttura scheletrica e la stessa percentuale di massa grassa degli attuali decatleti, che combinano velocità e forza. Tale armonia tra dieta e DNA venne turbata circa diecimila anni fa dall’avvento dell’agricoltura e dell'allevamento, che aggiunse due nuovi generi alimentari: i cereali ed i latticini. La statura media dell’uomo paleo-neolitico era di circa 178 cm per i maschi e di 168 per le femmine; quando diecimila anni fa, in conseguenza all’introduzione dei cereali, si ridusse il consumo di proteine animali magre la statura media diminuì di 15 cm. I centimetri persi sono stati recuperati solo in certe popolazioni e solo dopo diecimila anni, e per la maggior parte nel XX secolo, grazie ad una alimentazione più varia e ricca di proteine. Per quanto riguarda i latticini si può partire dalla considerazione che gli esseri umani nascono dotati di un enzima chiamato lattasi, che permette di scindere il lattosio del latte materno in zuccheri digeribili. Frequentemente, dopo la prima infanzia, l’attività di tale enzima si riduce, e molti adulti diventano intolleranti al lattosio con conseguenti problemi a digerire latte e latticini. Per il resto della popolazione mondiale i latticini sono alimenti di difficile e laboriosa digestione (salvo lo yogurt che viene fermentato proprio per rimuovere il lattosio). Una produzione eccessiva ed istantanea di insulina stimola l’organismo ad accumulare adipe ed impedisce il consumo di quello in eccesso, il tutto con gravi rischi per la salute. Circa il 25 per cento della popolazione mondiale ha una reazione insulinica pigra, e pochi problemi, mentre un altro 25 per cento reagisce violentemente. In un articolo del 1997 (C.L. Broadhurst) si sottolinea come i grassi siano una componente fondamentale della struttura di tutti i cibi naturali. È perciò raccomandata varietà nell’assunzione dei lipidi, varietà che deve riguardare sia il grado di saturazione sia la lunghezza della catena di acidi grassi. Il patologico accumulo di grassi, l’obesità e l’intolleranza al glucosio sono tra le conseguenze della principale dieta dell’uomo: quella basata sui cereali; il trattamento dei cibi (l’aggiunta di additivi, coloranti e la perossidazione dei grassi per poterli conservare più a lungo) amplifica tali problemi. Bibliografia Broadhurst, C.L. (settembre 1997). Balanced intakes of natural triglycerides for optimum nutrition: an evolutionary and phytochemical perspective. Med Hypotheses, 49(3): 247-61. Sears, B. (1999). Come raggiungere la zona. Sperling & Kupfer editori. (pp. 94-99). Si ringrazia il Dr. Andrea Bertani per la redazione di questa pagina.
|
||||||||||||||
I nostri argomenti: INTOLLERANZE ALIMENTARI: IL PERCHÉ EVOLUTIVO INTOLLERANZE ALIMENTARI: COSA SONO INTOLLERANZE ALIMENTARI: MECCANISMI D'AZIONE INTOLLERANZE ALIMENTARI: POSSIBILI SINTOMI INTOLLERANZE ALIMENTARI: COME SCOPRIRLE INTOLLERANZE ALIMENTARI: DOVE EFFETTUARE IL TEST INTOLLERANZE ALIMENTARI: EVITARLE ALIMENTANDOSI BENE DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE MA COSA E' DAVVERO L'ANORESSIA? MA COSA E' DAVVERO LA BULIMIA? DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (Binge) MA COSA E' DAVVERO L'OBESITA'? LA NATURA DEI DISTURBI D'ANSIA ANSIA NORMALE E ANSIA PATOLOGICA AGORAFOBIA (i criteri diagnostici) Sei ansioso? Prova con il nostro test per approfondire questi ed altri argomenti, visita : |
||||||||||||||
|
I LIBRI DI GABRIELE BURACCHI LASCIA UN COMMENTO SUL BLOG |
||||||||||||||
![]() |
DAL MARZO 2008 IN TUTTE LE LIBRERIE |
|||||||||||||